Archivio mensile:dicembre 2013

Nice Laundry: nascono i primi calzini riciclabili!

Una startup nata grazie al crowdfunding online ha dato vita ai primi calzini riciclabili ed ecosostenibili.

calzini riciclabili - nice laundryA chi non piacciono i calzini? Ormai tutti i brand, anche i più chic, realizzano le loro versioni per grandi e piccini.

Durante l’anno ne sfoggiamo sempre di diversi tipi, tenendo anche conto del fatto che quando facciamo la lavatrice un calzino lo perdiamo quasi sempre, senza più ritrovarlo, nel cestello o anche detto “buco nero ingurgita-calzini spaiati”.

I calzini sono diventati uno dei regali più cool del momento e se ne usano di tutti i tipi: neri, blu, multicolor, a righe orizzontali, fluo, a fantasia, lunghi, corti, di seta, di lana, misto cachemire, di cotone…Di ogni genere, fuorché bianchi, please 😉

Per eliminare l’affannoso problema della sindrome da calzino bianco sportivo, di cui erano affetti i colleghi ed evitare ulteriori cadute “di stile”, una startup americana ha dato vita al marchio Nice Laundry, nato dalla fantasia e dalla genialità di Ricky Choi e Phil Moldavski.

La fondazione Nice Laundry è nata ad aprile 2013, grazie ad una raccolta fondi avviata online attraverso il sistema del crowdfunding su Kickstarter, con l’obiettivo di creare un prodotto unico, utile, di tendenza, adatto a uomini e donne indifferentemente e sopratutto riciclabile.

I calzini di Nice Laundry sono attualmente prodotti in una piccola fabbrica in Corea del Sud e la vendita avviene solo online, grazie ad uno staff specializzato e dedicato al sito di e-commerce. I calzini vengono venduti a pacchi di sei paia alla cifra di 39 dollari (circa 36 euro, escluse le spese di spedizione e la dogana extra Stati Uniti).

Sono disponibili diverse tipologie di stampa e colore: Chief, Dreamer, Exec, Ladies Man, Visionary, Wild Child. Non sapete quali scegliere per i vostri amici? Exec e Chief sono modelli più classici, mentre per chi ama le stampe e vuole osare ci sono le Wild Child o le Ladies Man, molto più estrose e particolari. Gli indecisi possono, invece, eventualmente acquistare il set completo della collezione, che comprende 18 paia di calzini tutti da scoprire, al prezzo di 99 dollari.

Ma ciò che ci ha colpito realmente di questa nuova realtà aziendale non è stata la bravura nel creare calzini trendy, ma l’attenzione verso l’ecosostenibilità. Infatti, Nice Laundry ha stretto un accordo con un’altra azienda che produce tessuti riciclabili.

Una volta terminato l’utilizzo del paio di calzini, basta inviarli alla Nice Laundry che provvede direttamente ad avviarli al riciclo, permettendo di riutilizzare gran parte delle fibre tessili e contribuendo così a ridurre l’impatto sull’ambiente. Il sistema di riciclo dei calzini per ora è stato avviato solo negli Stati Uniti, ma speriamo si allarghi presto anche agli altri Paesi. #ideegeniali2014

Per acquistare i calzini, basta collegarsi al sito: http://www.nicelaundry.com/

Per vedere come funziona il sistema e per scaricare il video: http://kck.st/Ychzso

Come si puliscono le pellicce ecologiche?

Pellicce ecologiche

A chi non piacciono le pellicce ecologiche? Sono belle, calde e per realizzarle non si uccide nessun animale. Ma come si puliscono?

Sulle passerelle AI 2013-2014 le pellicce ecologiche sono state protagoniste indiscusse delle diverse collezioni. Ogni stilista ha proposto la sua variante per accontentare le fashion victim: corte, allacciate in vita, lunghe con manica a 3/4 in stile anni ’50, con cappuccio, color miele, nere, bianche, colorate e persino in tinte fluo (stupende aggiungere!)…

Le eco fur sono sicuramente trendy, chic, di grande effetto, molto calde e rappresentano una valida alternativa per tutte coloro che come me amano gli animali. Ma essendo realizzate con un pelo artificiale hanno bisogno di cure particolari e di essere trattate con delicatezza per mantenere la loro morbidezza/lucentezza iniziale ed evitare che nel tempo il pelo diventi spento come quello di un peluche lasciato ad impolverare.

Esistono diversi modi che variano ovviamente a seconda della tipologia del pelo e del grado di impurità da dover eliminare.

Per prima cosa è buona norma spazzolare la pelliccia in maniera energica e subito dopo aver eliminato il grosso, procere ad una pulizia più accurata passando sul pelo in senso orario un panno asciutto (preferibilmente di flanella)  intriso di bicarbonato e/o procedere con la sabbia o il “bianco di spagna”, un gesso che si acquista sotto forma di polvere per eliminare ogni residuo di sporco. Al termine dell’operazione la pelliccia andrebbe battuta al contrario per far staccare il bicarbonato.

La benzina viene invece utilizzata solitamente al posto del bicarbonato per pulire le pellicce naturali, ma essendo una sostanza più aggressiva, suggerirei di prediligere comunque il bicarbonato come soluzione.

La pelliccia andrebbe spazzolata periodicamente seguendo il verso del pelo e protetta da fonri di calore, in modo da preservare la sua lucentezza originaria.

LG presenta l’app per chattare con gli elettrodomestici

LG HomeChat App

LG lancia una serie di elettrodomestici intelligente in grado di essere gestiti da remoto grazie a HomeChat App e di comunicare con gli utenti.

Il gigante sudcoreano LG ha stretto una partnership con la società Line Corporation per fornire il nuovo servizio che permette di interagire con i propri elettrodomestici. Si chiama HomeChat App e si tratta di un’app che fornisce agli utenti la possibilità di comunicare con gli elettrodomestici intelligenti attraverso un’applicazione di messaggistica online e rendere la propria casa sempre più smart.
Avreste mai pensato di chattare con i vostri apparecchi domestici? Del tipo: Ciao cara lavatrice, hai trovato il mio calzino spaiato? O Ciao caro frigorifero, sai dirmi quali cibi scadono questa settimana? Esagero ovviamente…

Ma non è poi tutto così assurdo, infatti, con HomeChat App di LG sarà possibile inviare messaggi istantanei a forni, microonde, televisori, lavatrici e gestire la casa a distanza, regolando funzionalità, accensioni e spegnimento da remoto. Questo un altro importante passo avanti nel settore della domotica.

L’applicazione utilizza l’elaborazione del linguaggio naturale consentendoci ad esempio di mettere il frigorifero in modalità risparmio, anche quando siamo fuori casa o vedere cosa c’è dentro il frigo senza aprire la porta e monitorare la data di scadenza grazie ad un rilevatore di freschezza, in modo da ricordarci cosa comprare.

Grazie agli elettrodomestici intelligenti che LG sta realizzando sarà possibile comunicare al proprio forno, attraverso HomeChat App, il tipo di pietanza che si intende preparare in modo che imposti autonomamente il programma adatto.

Anche l’aspirapolvere HOM-BOT potrà essere programmata per pulire in tempi predefiniti in base alle preferenze degli utenti e sapere l’ultima volta che è stata utilizzata. L’aspirapolvere provvederà a rispondere via HomeChat App ad esempio segnalando che la pulizia è iniziata alle ore 10:50 in modalità zig-zag ed è stata completata alla ore 11:30.

HomeChat App può anche essere utilizzata per avviare da remoto il programma della lavatrice, monitorare lo status del lavaggio e ricevere l’avviso tramite smartphone LG o Smart TV quando il ciclo è terminato oltre ad utili consigli.

Futuro??? No, è il presente alle porte… La domotica sta entrando sempre più a far parte delle nostre vite, con l’intento di semplificarle…

EnergySense: il termostato intelligente targato Google

EnergySense di GoogleGoogle sta per lanciare i nuovi termostati intelligenti EnergySense che permettono di risparmiare sulla bolletta.

Secondo le indiscrezioni di Mountain View, il gigante Google sta studiando delle soluzioni per rendere la casa sempre più smart e permettere ai consumatori di risparmiare ed evitare sprechi energetici.

Google, infatti, vorrebbe partire proprio dagli interrruttori per ottimizzare l’interattività delle nostre case e consentirci di monitorare i consumi domestici.

Il progetto, che prese avvio già nel 2009 e fu poi abbandonato per mancanza di riscontro positivo sul mercato, si chiama”EnergySense“, è ha l’obiettivo di aiutare a gestire i consumi energetici della propria casa.

google-thermostatMr Google  questa volta ha scelto di puntare sui termostati intelligenti (Smart-Thermostat) che consentirebbero per ora di controllare e regolare il calore della casa da remoto, di impostare vari profili a seconda che, ad esempio, ci troviamo fuori a dormire oppure di ricevere notifiche push sullo stato della temperatura, ma i prossimi sviluppi di questo programma previsti in casa Google sono ancora tanti.

 

Già altre aziende si stanno affermando sul mercato dei termostati intelligenti, come la famosa azienda Ecobee, che ha realizzato un sistema che permette di accedere al termostato direttamente dallo smartphone. Ecobee rende semplice il controllo da remoto della temperatura della propria casa e limitare i consumi energetici e risparmiare sulla bolletta. Il riscaldamento e il raffreddamento rappresentano oltre il 50% del consumo domestico di energia elettrica? Un recente studio ha stimato che l’utilizzo di Ecobee ha fatto risparmiare in una casa media circa il 24% sul riscaldamento e il 21% sui costi energetici di raffreddamento.

EcoBee

Ora anche Google sta seguenda la stessa scia e in questi giorni ha reso pubblici già alcuni layout dell’applicazione per tablet e smartphoone “EnergySense“, il termostato intelligente, che verrà pubblicata a breve su sistema Android e sarà interamente dedicata alla sostenibilità e al risparmio energetico.

Presto sapremo come funzionerà nel dettaglio e quali saranno gli sviluppi futuri.

Ecco alcune sreenshot in anteprima:

EnergySense energysense-app-menu-720x1280 enervysense-app-caldo-freddo-720x1280

I detersivi nemici della pelle

I detersivi possono spesso trasformarsi in nemici della pelle, lo conferma uno studio condotto dal Grupo Italiano di Ricerca sulle dermatiti da contatto e ambientali.

detersivi + allergie pelleIn qualsiasi ambiente domestico, nascosti molte volte da confezioni rassicuranti, si annidano diverse categorie di prodotti potenzialmente irritanti: detersivi per superfici o stoviglie, detersivi da bucato a mano o in lavatrice, lucidi da scarpe, detergenti per mobili e molti altri prodotti similari. Questi prodotti, possono contenere percentuali pericolosamente alte di metalli pesanti, come concentrazioni eccessive di sostanze acide o alcaline, che nel tempo possono causare fastidiose reazioni irritative, soprattutto alle casalinghe o alle persone impegnate nei lavori domestici.

A conferma di tutto ciò, in uno studio – condotto dal Gruppo Italiano di Ricerca sulle Dermatiti da Contatto e Ambientali (GIRDCA) della Societa’ Italiana di Dermatologia e Venereologia (SIDEV) – su circa 43.000 soggetti affetti da dermatite (www.lapelle.it/dermatologia/dermatiti_delle_casilinghe.html), la categoria professionale delle casalinghe è risultata la più colpita, seguita da artigiani e lavoratori del settore edile, metalmeccanici, parrucchieri e personale sanitario. Nella maggior parte dei casi l’irritazione, o la reazione allergica, causata da un agente chimico, è capace di indurre un danno cellulare della pelle.

Per quanto riguarda la detergenza, va inoltre considerato il fatto che nei detersivi comuni esistono degli agenti chimici che difficilmente vengono eliminati nella fase del risciacquo. Questi residui chimici vengono infatti assorbiti dagli indumenti lavati, nonostante il risciacquo, per poi sprigionarsi a contatto con la pelle, soprattutto in situazioni di sudorazione. Il sudore innesca infatti una reazione chimica che, in un processo a catena, fa sì che gli irritanti residui chimici, nonché i metalli pesanti in essi contenuti, rimangano a contatto per ore con la pelle determinando una spiacevole sensazione di prurito e in molti casi vere e proprie dermatiti allergiche da contatto.

“L’effetto nocivo di molti detersivi comunemente in commercio”- spiega la Dott.ssa Adriana Ciuffreda, dermatologa coordinatrice per la regione Lombardia delle Donne Dermatologhe Italia “si manifesta primariamente a danno di quella che può essere considerata la barriera della nostra pelle: il film idrolipidico. Quando non è più ben impermeabilizzata e adeguatamente protetta dal suo ‘scudo’ naturale, la pelle diventa più facilmente bersaglio degli agenti patogeni, tra i quali i metalli pesanti – come nickel, cobalto e cromo – contenuti proprio nei detersivi e in molti detergenti per la casa. In alcuni soggetti predisposti, quali ad esempio i ‘wet workers’, ossia coloro che svolgono la maggior parte dei lavori in condizioni di umidità, questa alterazione può provocare una dermatite da contatto, patologia che si manifesta nella maggior parte dei casi con rossore, desquamazione, prurito, micro vescicole ed erosioni. In ogni caso è consigliabile, non trascurando di avviare accertamenti più approfonditi, valutare con attenzione i prodotti che si utilizzano, facendosi, se possibile, consigliare da un dermatologo.”

Chi desiderasse ricevere un consulto gratuito, in merito a qualsiasi reazione allergica o irritativa della pelle, può scrivere alla Dott.ssa Ciuffreda entrando nel sito www.saperviveremeglio.it , alla sezione “Pelle: l’esperto risponde”.

Per iniziare è importante usare detersivi ipoallergenici sicuri

prodotti usePer ovviare a questi fastidiosi problemi, un’azienda di Genova ha messo a punto una linea di detersivi, USE Ipoallergenici (www..use.it), formulati per detergere nel completo rispetto della pelle e della salute. La scelta di materie prime diverse da quelle normalmente impiegate dai grandi marchi, ha infatti permesso all’azienda di ottenere un formulato finale certificato – con Pach Test dall’Institute of Skin and Product Evaluation (I.S.P.E.) – come nickel tested, ipoallergenico e non irritante. Consapevole inoltre dei tantissimi casi di avvelenamento, per ingestione incauta, soprattutto da parte dei bambini, l’azienda ha da qualche hanno inserito nei prodotti una sostanza amarissima, priva di ingredienti nocivi, ma così sgradevole al gusto da rendere praticamente impossibile un’ingestione accidentale dei prodotti. Per questi motivi gli USE Ipoallergenici sono ormai indicati da molti dermatologi come prodotti sicuri per la detergenza domestica, da ogni punto di vista. La linea comprende detersivi per il bucato a mano e in lavatrice, ammorbidenti, detersivi per piatti a mano e persino un detergente nutriente per i mobili e per il legno in genere.

Anche il Ministero della Salute lancia l’allarme: 60.000 richieste di assistenza all’anno

Il Ministero della Salute nel giugno 2002 ha istituito l’Osservatorio Epidemiologico Nazionale per la Salute e la Sicurezza negli Ambienti di Vita” che ha tra i vari compiti quello di valutare l’impatto chimico e l’effetto clinico, sulle famiglie, delle sostanze contenute nei detersivi, grazie ad un’attiva collaborazione con le principali istituzioni interessate al problema, tra le quali: A.N.P.A. (Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente), ISS-IA (Istituto Superiore di Sanità – laboratorio di Igiene e Ambiente), Ministero Ambiente ARPA, Federchimica-ASSOCASA, C.I.D. (Comitato Italiano Derivati Tensioattivi).

In Italia negli ultimi anni, ci sono state circa 60.000 richieste di consulenza sanitaria per avvelenamenti e reazioni allergiche dovute a contatti per via cutanea e ingestioni. Ovviamente, in caso di ingestioni incaute o improvvise reazioni allergiche cutanee, come bolle o lesioni eczematose, il consiglio è di contattare il Centro Anti Veleni dell’Ospedale Niguarda di Milano (Tel. 02 66101029) – attivo ogni giorno dell’anno a qualsiasi ora e in grado di fornire i contatti di tutti gli altri CAV presenti nelle maggiori città italiane.

FONTE: Articolo scritto da Giulio Santuz in collaborazione con la Dott.ssa Adriana Ciuffreda, dermatologa a Milano e coordinatrice per la Regione Lombardia dell’Associazione Donne Dermatologhe (www.donnedermatologhe.it).