Archivio mensile:gennaio 2014

Come riconoscere il cashmere e come lavarlo…

Il cashmere puro è inconfondibile sia come qualità che come calore e morbidezza, ecco alcune semplici regole per riconoscerlo e lavarlo nel modo corretto per non rovinarlo.

cashmere

Fonte foto: http://www.globaltextiles.com/tradeleads/detail/005/434220/Sell-knitting-sweater.html

E’ tempo di saldi e in giro si trovano tantissime occasioni, ma spesso quelle che pensiamo possano essere spese convenienti, in realtà non lo sono affatto.

In questo periodo nei negozi troviamo moltissimi maglioni che vorrebbero venderci come di “puro cashmere” (anche come prezzo iniziale di vendita) e così, pensando di fare un affare, ci ritroviamo invece a comprare semplici maglioni misto lana…

Mi è capitato di trovare diverse diciture “ambigue” relative al cashmere sulle etichette, perciò vi riporto di seguito alcuni semplici suggerimenti su come riconoscere il cashmere, in modo da non subire “imbrogli”.

Come riconoscerlo

1) La prima cosa da controllare è sicuramente l’etichetta cucita all’interno dell’indumento, oggi è facile trovare maglioni 50% cashmere e 50% lana o maglioni in cashmirette, ma l’unico cashmere puro è quello che riporta la dicitura “100% cashmere”, senza altre contaminazioni.

2) Negli ultimi anni sono state ritirate dalle autorità grandi quantità di prodotti venduti nei negozi come cashmere o lana merinos, che in realtà erano realizzati in acrilico o viscosa, di conseguenza se la prova etichetta non basta, bisogna ricorrere al tatto. Oltre alla morbidezza, alla leggerezza e al calore, dovremmo controllare se stringendo forte il maglione tra le mani, questo torna nella condizione iniziale in pochi minuti. Il “ritorno a vita” è sintomo di qualità, come affermato da Karl Spilhaus, presidente del Cashmere e Camel Hair Manufacturers Institute.

3) Il cashmere puro è realizzato con due filamenti intrecciati, composti a loro volta da innumerevoli fibre. Questa particolare composizione, rende il cashmere non solo molto caldo e soffice, ma anche molto resistente, consentendogli di mantenere intatta nel tempo la sua forma iniziale, senza ad esempio allargarsi all’altezza dei gomiti.

4) Il cashmere puro non presenta un eccessivo fenomeno di “pilling“, coè quel processo che avviene sulla superficie del tessuto e che porta alla formazione di agglomerati di fibre, chiamati “pills” (pelucchi). Minore è il fenomeno di pilling, più alta è la qualità del tessuto.

5) I lavaggi, se effettuati correttamente, non rovinano il cashmere puro, non aumentano il fenomeno di pilling e anzi permettono di mantenere intatte le sue qualità e la sua morbidezza.

Come lavarlo

Per lavare il cashmere senza rovinarlo, bastano pochi accorgimenti. Vediamo quali:

1) Lavaggio a mano

Per il lavaggio a mano è indicato utilizzare sempre acqua tiepida (circa 5 litri) e sapone/detergente delicato per lana e qualche goccia di ammorbidente, lavare il capo al contrario, non lasciarlo in ammollo, lavarlo e risciacquarlo velocemente con acqua corrente fino alla scomparsa del detergente.

2) Lavaggio in lavatrice

Per il lavaggio in lavatrice è opportuno girare il capo al contrario, proteggerlo in un sacchetto per il lavaggio dei capi delicati (ad esempio una vecchia federa o un sacchetto di tessuto), azionare un programma breve per delicati (30°) e utilizare un detergente specifico per la lana e ammorbidente. La centrifuga può essere fatta solo a bassa intensità (400 giri al massimo), non farla però farebbe correre il rischio di accumulare troppo acqua nel tessuto, che potrebbe causare l’infeltrimento.

Il cashmere va asciugato tra due o più asciugamani per eliminare l’eccesso di acqua e va lasciato su una superficia piatta (non bisogna MAI stenderlo per evitare l’allungamento delle fibre causato dal peso dell’acqua). Evitare sole e fonti di calore.

Anche per la stiratura, bisognerà fare attenzione al calore del ferro, stirando sempre il capo al contrario e ad una bassa temperatura.

Detto questo…buoni acquisti!!!

Strabilianti novità presentate a CES 2014!

CES 2014 ha in serbo tantissime interessanti novità: stampanti 3D, tablet curvi, robot per la casa, sistemi cloud per gestire il funzionamento degli elettrodomestici e molto altro…

CES 2014Quest’anno CES (Consumer Eletronic Show), la celebre manifestazione dedicata all’innovazione che negli USA totalizza circa 200 miliardi di dollari a edizione, si terrà a Las Vegas a partire da domani 07 gennaio fino al 10 gennaio.

In fiera ci saranno 3.200 espositori e verranno presentati 20 mila nuovi prodotti, che ritroveremo nelle vetrine di tutto il mondo tra il 2014 e il 2015.

Tra le tante novità presentate nel campo degli elettrodomestici e della domotica, meritano sicuramente grande attenzione il nuovo progetto lanciato dall’azienda Samsung, chiamato “Samsung Smart Home”, le nuovissime stampanti 3D e i robot per la casa.

Samsung Smart Home CES 2014Il sistema lanciato da Samsung ci permetterà di controllare i nostri elettrodomestici da remoto, utilizzando direttamente tablet e smartphone connessi in Cloud con gli apparecchi domestici. Il progetto si articolerà su tre aree principali Device Control, Home View e Smart Customer Service.

Il primo permetterà di controllare gli elettrodomestici attraverso semplici comandi vocali preimpostati e di controllarne il funzionamento anche da lontano; il secondo sarà dedicato prevalentemente al monitoraggio della sicurezza della casa da remoto, attraverso apposite telecamere installate; mentre il terzo ci consentirà di avere una continua assistenza virtuale per sapere se l’apparecchio dovrà essere riparato o sostituito.

Samsung rilascerà una licenza libera “Smart Home software protocol”, che permetterà anche ad altri produttori di dispositivi ed elettrodomestici di renderli compatibili con questo servizio, per creare nelle proprie case un vero e proprio ecosistema integrato.

Con Samsung Smart Home – ha dichiarato Wonpyo Hong, Presidente e Media Solution Center di Samsung Electronics – stiamo utilizzando le nostre capacità di produttore numero uno al mondo di dispositivi smart per far sì che una casa ‘connessa ed intelligente’ sia una realtà per i nostri clienti. Nei prossimi giorni, continueremo a rilasciare i nostri servizi domestici migliorati per permettere ai clienti di godersi una nuovissima esperienza di ‘Smart Living and Beyond’”.

Samsung ha, inoltre, annunciato che questi sistemi di controllo della casa verranno implementati nei prossimi mesi per arrivare ad includere altre utilities sempre più importanti e sosfisticate, come alcuni servizi sanitari.

Robot per la casa

Fonte Foto: PianetaDonna.it

Al CES 2014 verranno presentati anche alcuni Robot per la casa, che stanno ormai diventando veri e propri “family assistant“. L’Internet of Things, Apple, Arduino, etc. stanno continuando a trasformare le cose e designer e startupper si stanno adeguando, progettando robot connessi e gestibili facilmente anche da remoto, con lo scopo di facilitare le nostre azioni quotidiane. Nei prossimi mesi dovremo monitorare brand come Azapa, Cerevo Kiluck Corporation e Topy Industries e scoprire cosa hanno in serbo per noi.

Last but not least, merita sicuramente grande attenzione la presenza al CES delle nuovissime stampanti 3D che promettono di stampare dall’oggettistica, alle cover, fino a pezzi di ricambio per automobili.

Stampanti 3D PanasonicDa pochi giorni anche il brand Panasonic ha annunciato il lancio di una stampante 3D che permetterà di “stampare elettrodomestici digitali“. Questo consentirà di risparmiare fino al 20% sui costi di produzione e ridurre i tempi di realizzazione, ma il lavoro manuale resterà fondamentale per i trattamenti finali in resina e metallo. Panasonic ha già creato con questa tecnologia il prototipo di un televisore ultrasottile e di alcune fotocamere.

(Fonte: http://www.apparecchielettrodomestici.it/2014/01/01/panasonic-la-stampa-3d-per-creare-elettrodomestici/)

Domani avrà inizio CES 2014, per conoscere nel dettaglio tutte le novità in mostra: www.cesweb.org

Stay Tuned! #CES2014

#ces2014

Realizzare la lana cotta in lavatrice!

Basta un lavaggio “sbagliato” per dare inizio ai processi di infeltrimento e follatura della lana che servono per realizzare lana cotta, feltro e pannolenci…

Calze Befana in lana cottaDomani sarà l’Epifania, allora perchè non provare a realizzare delle carinissime calze di lana cotta? Il lavaggio può aiutarvi in questo… In che modo? Scopriamolo insieme…

A molti è capitato sicuramente di lavare in modo errato o ad una temperatura troppo elevata un maglione di lana o un cappello con il risultato di rovinarlo irreparabilmente, rendendolo rigido e infeltrito.

Ma, invece di buttarlo via, perchè non pensate di realizzarci materiali e fibre compatte, come la lana cotta, utili per creare oggetti e decorazioni davvero carine, borse, gioielli, portafogli e perchè no… calze per festeggiare la befana? La lana cotta potrete anche tagliarla, cucirla, incollarla o farci giocare i vostri bambini…

Per dare inizio in lavatrice al processo di follatura della lana filata (quella intrecciata, già lavorata a mano o all’uncinetto, con cui si realizza la lana cotto), è sufficiente:

  • prendere i maglioni e gli indumenti di lana che non usiamo più e che siano composti per almeno il 60% di lana;
  • inserirli in una federa con bottini o zip;
  • metterli in lavatrice insieme ad altri indumenti che accellerino il processo come vecchi jeans, scarpe da ginnastica rovinate o palline da tennis;
  • azionare la lavatrice ad una temperatura alta di almeno 60°;
  • far centrifugare energicamente;
  • procedere con un lavaggio a freddo da solo o con detersivo per i piatti;
  • se necessario ripetere l’operazione fino ad ottenere il grado di follatura desiderato;
  • lasciare asciugare i capi su un piano (non appesi), magari iniziando a dargli la forma che preferiamo.

Con questo procedimento, la lana si restringerà fino al 35% e potrà essere utilizzata per creare gli oggetti che più ci piacciono. Ovviamente gli oggetti realizzati con la lana cotta per i lavaggi successivi dovranno esssere trattati con molta delicatezza per evitare che si restringano ancora o si rovinino.

Se si vuole risparmiare energia elettrica, la follatura può essere fatta anche a mano. Come?

Basterà prendere due pentole capienti in acciaio e un cucchiaio di legno, far bollire l’acqua nella prima pentola e immergervi il maglione da far infeltrire, coprendolo completamente di acqua. Girare la lana delicatamente in senso orario con il cucchiaio di legno e farla cuocere lentamente. Dopo la cottura, il maglione andrà scolato in un comune scolapasta, facendo attenzione a non scottarsi con l’acqua bollente. Bisognerà riempire l’altra pentola con acqua fredda e immergervi velocemente il maglione appena scolato, coprendolo con l’acqua. Una volta raffreddato, il maglione andrà strizzato piano, tolto l’eccesso d’acqua con un asciugamano e lasciato ad asciugare su un piano o su uno stendino, cercando di dargli già la forma desiderata. In questo modo avrete ottenuto la lana cotta e risparmiato anhe sulla bolletta elettrica.

Con queste procedure è possibile, quindi, creare la lana cotta, mentre il feltro e il pannolenci si possono realizzare attravero il procedimento di infeltrimento della lana cardata, cioè quella non ancora tessuta.

Una volta realizzati i materiali, non vi rimarrà che decorarli a vostro piacimento…

Allora buona Epifania e buone calze in allegria… 😉

Fonte foto: http://tweens.screenweek.it/2012/12/29/la-befana-vien-di-notte-con-le-calze-tutte-rotte-ne-compriamo-nuove-0017599.php

Le nuovo sterline inglesi lavabili in lavatrice!

sterline di plasticaEntro il 2016 tutte le sterline inglesi cartacee verranno sostituite con banconote di plastica.

Dopo il parere favorevole dei cittadini, l’Inghilterra ha detto sì alle banconote di plastica che andranno pian piano a sostituire quelle di carta.

Questo quanto annunciato nei giorni scorsi dalla Banca Centrale Inglese, che ha dichiarato che la prima banconota in plastica sarà quella da 5 sterline, che presenterà l’immagine di Winston Churchill, seguirà poi la sostituzione della banconota da 10 sterline con il ritratto di Jane Austen.

Entro il 2016 gli inglesi potranno dire addio alle banconote realizzate con la cara e vecchia “carta”, per dare il benvenuto alle nuove sterline di plastica. L’ardua decisione è arrivata dopo circa tre anni di ricerche e dopo una consultazione pubblica tenuta nel Paese (tra settembre e novembre 2013), che ha portato ben l’87% dei cittadini a dirsi favorevole alla nuova “rivoluzione” delle sterline.

Sembrerebbe, infatti, che i cittadini considerino le nuove banconote più resistenti alle intemperie, più longeve rispetto a quelle cartacee e adatte persino ad essere lavate in lavatrice e asciugate nell’ asciugatrice, senza causare danni irreparabili 😉

Le sterline di plastica avranno una durata di 6 anni e consentiranno alla popolazione di risparmiare fino a 100Milioni di sterline in circa 10 anni.

Mark Carney, governatore della Banca Centrale Inglese, ha dichiarato: “Assicurare la fiducia nei soldi è l’essenza del compito di una Banca centrale e le banconote di polimero sono il prossimo passo nell’evoluzione del design delle banconote per raggiungere quell’obiettivo”.

http://www.repubblica.it/economia/2013/12/18/foto/l_inghilterra_si_fa_le_banconote_di_plastica-73947749/1/#2

Comprare alla spina conviene!

Oggi comprare prodotti alla spina conviene perchè permette di ridurre l’impatto ambientale, evitare inutili sprechi e risparmiare.

detersivi alla spinaBuona parte del prezzo dei detergenti e dei prodotti in genere è principalmente da imputare agli imballaggi e non al contenuto. Quello che paghiamo, infatti, è quasi interamente dovuto al packaging che occupa molto spazio, è difficile da smaltire, inquina ed incide molto sui costi di produzione e di trasporto.

Acquistando prodotti alla spina, invece, si ha la possibilità di avere una maggiore quantità di prodotto, di evitare il pagamento dell’inutile e ingombrante confezione e di proteggere l’ambiente in cui viviamo, oggi è già possibile acquistarli in molti supermercati, negozi biologici, nei mercati o direttamente dai produttori e questo consente anche di far girare l’economia locale.

Inoltre, i detersivi alla spina hanno quasi sempre composizioni molto più naturali e sono, quindi, più ecologici oltre che più economici. Bisogna tener conto anche degli elevati costi di produzione, di trasporto e di smaltimento dei rifiuti, il packaging incide di circa il 10% sul prezzo finale del detersivo.

Secondo un’indagine condotta da Federconsumatori, una famiglia italiana media può risparmiare circa 64 euro al mese e fino a 700 euro all’anno solo scegliendo prodotti alla spina al posto di quelli confezionati. Così facendo anche le aziende hanno la possibilità di risparmiare sul costo del trasporto, dello smaltimento e della produzione degli imballaggi stessi.

Scegliere di comprare alla spina, non vuole dire soltanto scegliere di aiutare il Pianeta e risparmiare qualche soldino, ma significa anche adottare un vero e proprio stile di vita sostenibile, riducendo l’impatto ambientale della propria famiglia e di conseguenza le emissioni di anidride carbonica prodotte.

Quasi tutti i punti vendita di detersivi e detergenti alla spina, inoltre, garantiscono la provenienza totalmente vegetale dei componenti utilizzati per produrli, quindi nienete ingredienti chimici dannosi per l’organismo.

Eventualmente, utilizzando i prodotti già presenti in natura e alcuni utili consigli, è possibile anche realizzare direttamente i propri detersivi in casa, risparmiando ancora di più ed evitando così che il corpo venga a contatto con sostanze altamente pericolose per la salute.

Utilizzare prodotti alla spina consente di:

  • risparmiare denaro;
  • ridurre l’impatto ambientale, salvaguardando il Pianeta;
  • ridurre le emissioni di anidride carbonica prodotte da una famiglia media;
  • eliminare i costi e l’inquinamento dovuti al trasporto;
  • eliminare i costi di produzione degli imballaggi;
  • ridurre la produzione di rifiuti difficili da smaltire;
  • far girare l’economia locale;
  • proteggere la salute, utilizzando prodotti di origina naturale certificati.

Allora perchè non scegliere detersivi alla spina sempre accertandosi che siano ecologici?